Non c’è niente da ridere 

Questa storia del comandante della polizia locale di Biassono, Giorgio Piacentini, che da “appassionato di rievocazioni storiche” ha postato sul proprio profilo Facebook il proprio ritratto in divisa da SS, con tanto di testa da morto sul berretto, non può essere archiviata alla leggera.Con una squadra di queste [SS, NdA], ha scritto il comandante Piacentini, tante cose andrebbero a posto. E a chi gli chiedeva se fosse la nuova divisa del Corpo, ha scritto che lo proporrà al sindaco (il quale non ha gradito, annunciando che nella prossima riunione di Giunta si discuterà del caso).

Viste le critiche sollevate dalla sua uscita, Piacentini ha poi cancellato la foto (che però ancora gira in rete: è quella riprodotta qui sotto, tratta dal sito di Repubblica).

Come sempre avviene in questi casi, vigliaccamente il Piacentini ritira la mano e ora punta a minimizzare, e dice che quella della nuova divisa per i vigili di Biassono era una boutade.
Ora i casi sono due.

1- Piacentini crede in quello che scrive. E allora gli va ricordato che l’apologia del fascismo e del nazismo è reato: il sindaco di Biassono avrebbe il dovere di denunciarlo.

2- Piacentini pensa che sia lecito scherzare su un simile argomento, e allora si dimostra un cinico irresponsabile: sai come si è divertita alle sue “boutade” Milena Bracesco per restare in Brianza, che è figlia di un partigiano deportato a Mauthausen nonostante l’amputazione di una gamba, e trucidato dalle SS ad Hartheim. E chissà come hanno riso i familiari delle altre decine di deportati brianzoli uccisi a loro volta nei Lager nazisti, per i quali quella testa di morto è stata l’ultima immagine di tutta la vita.

Io, come figlio di due deportati, non solo non mi diverto, ma trovo ripugnanti queste battute, indegne di un dipendente della Repubblica, tanto più se investito di responsabilità di polizia locale.

Nel prossimo maggio l’ANED di Sesto San Giovanni e Monza porterà nuovamente centinaia di ragazzi in visita a Mauthausen. Il signor Piacentini potrà accompagnarli, magari portando il gonfalone di Biassono, se la Giunta deciderà, come speriamo, di inviarlo alla celebrazione internazionale dell’anniversario della liberazione del campo.

E per un po’ gli si trovi un altro impiego, avendo disonorato la divisa di servitore della Repubblica che il Comune di Biassono gli ha affidato.

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